Las Vegas

di Mark Perna

La notte ci avrebbe portato consiglio, almeno questo è quello che speravo dopo che i miei due compagni di avventura avevano deciso di intraprendere un lungo viaggio verso la mecca del gioco e del peccato: Las Vegas.

Eravamo approdati a Los Angeles con la scusa di imparare la lingua inglese ma, si sa come vanno queste cose, le intenzioni erano ben altre…. Per l’occasione ci eravamo posizionati in un grazioso appartamento di un residence sulla Sepulveda Boulevard, con l’accordo che qualora qualcuno di noi avesse avuto l’esigenza di avere l’esclusiva dell’ “umile” dimora, gli altri compagni sarebbero dovuti sparire senza commento alcuno.

La nostra trasferta in terra americana era iniziata bene, con il sequestro dei 50 chili di pasta e dei sei barattoli di pelati che ci eravamo portati dall’Italia prevedendo le infauste digestioni di quelle poltiglie di ciccia che in USA spacciano per hamburger. Malgrado l’iniziale e plausibile delusione, la felicità per essere approdati nel paese degli eccessi e dei miti on-the-road, era talmente grande che presto anche i nostri palati si sarebbero abituati alla cucina gonfiata di questi americani paciarotti (per non dire obesi!).

L’esperienza nella terra delle Stelle e delle Strisce ci aveva già regalato alcune chicche che poi sarebbero ovviamente state ingigantite al nostro rientro in Italia. Così dal fatto di aver visto per strada il mitico Silvester Stallone (Sly per gli amici), al fatto che ci avevamo mangiato gomito a gomito il passo è stato davvero breve, o che l’affascinate Demi Moore, assolutamente irraggiungibile, ci avesse concesso un ballo al Tatù (noto locale di Beverly Hills), per il solo motivo che anche lei era lì per divertirsi, era un modo come un altro per raccontare l’accaduto in modo preciso e puntiglioso.

Ma la sete di avventura e di qualcos’altro…aveva spinto il Glauco …

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Amorgos

di Roberta Maldifassi

: “Benvenuti a Katapola”. Questa scritta che, a caratteri cubitali, accoglie i visitatori in ingresso nel porto di Amorgos, ci sembra l’ennesimo scherno alle nostre velleità di turisti fai da te.

Abbiamo alle spalle un viaggio estenuante. Sveglia alle 6 per giungere entro le 9 al porto di Paros e imbarcarci sull’aliscafo Paros-Amorgos-Santorini. Al porto di Paros abbiamo la prima rivelazione della giornata: non solo in algebra, ma anche in navigazione vige la regola per cui, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. E così la rotta si trasforma in un drammatico Paros-Santorini-Amorgos, un giro dell’oca nell’Egeo che, in 6 ore, ci riporta poco lontano dal punto di partenza. Dovevamo essere ad Amorgos alle 11. Ci arriviamo alle 18, calcolando le tre ore di ritardo con cui l’aliscafo è giunto a Paros.

Sbarcati finalmente a Katapola, porto di Amorgos, dribbliamo la schiera di affittacamere in attesa e ci dirigiamo con passo deciso verso un fantomatico autonoleggio che, come ci hanno assicurato a Paros, sta proprio alle spalle del porto. La nostra idea è quella di noleggiare subito una macchina, spostarci a sud dell’isola e qui trovare un alloggio. Ma, alle spalle del porto, ci aspetta la seconda rivelazione della giornata: ad Amorgos non esistono macchine da affittare e, a quanto pare, non esistono proprio macchine. Sono le 7 di sera; non mangiamo da 24 ore e non sappiamo come spostarci dal porto.

Corriamo indietro all’approdo delle navi per cercare di intercettare qualcuno di quegli affittacamere che, nel frattempo, si sono dispersi. Riusciamo comunque a bloccarne uno che ci conduce nella sua pensione: ci gettiamo sul letto sperando che il riposo ci faccia venire un’idea su come allontanarci di lì.

Non è così. Decidiamo quindi, come estrema risorsa, di andare a mangiare qualcosa: a stomaco pieno, si …

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Akropolis

«Così va bene?».

La voce candidata della modella riecheggiava nella stanza piena solo di tele colorate. Stavo cercando una posa insolita per un quadro che non avevo voglia di dipingere. Non riuscivo a darmi pace per l’estro che pareva essersi volatilizzato nelle fredde giornate di febbraio. Rovistavo con gli occhi i quadri già dipinti alla ricerca di una idea da concretizzare, ma questo sforzo era del tutto inutile, qualcosa si era spento in me.

Questo periodo di buio durava ormai da lungo tempo, da troppo tempo! Mi sentivo opaco, appiattito dalla consuetudine dei giorni che passano senza lasciare traccia. Percepivo lo scoramento di un uomo adagiato nel benessere delle cose e perso nell’assenza di quello slancio vitale che dovrebbe sempre alimentare le ore liete dell’esistenza. Ma ogni tentativo di uscire fuori da quel sepolcro di silenzio si infrangeva sugli scogli della spossatezza. Mi sentivo stanco nel fisico e nella mente, stanco di vivere lontano dalla gioia dei sensi e dal tumultuoso agitarsi della passione.

Non era solo la crisi di un artista, ma la fine di un uomo trascinato nel baratro sempre più profondo dell’infelicità.

Cercavo quella maledetta ispirazione davanti ad una creatura così dolce e perfetta nelle proporzioni del corpo. Ma la sua nudità non mi colpiva, la sua bellezza non mi faceva sussultare. La modella era lì, seduta davanti a me, disponibile a cambiare posa, a farsi guidare dai miei suggerimenti, a farsi toccare dalle mie mani che non cercavano il contatto. Tutto questo placido assenso avrebbe smosso qualsiasi uomo virile eppure a me creava l’effetto opposto. Odiavo la donna che mi era di fronte e forse odiavo tutte le donne di questo mondo.

La tela bianca rispecchiava il mio stato d’animo: lei era vuota, io ero vuoto!

Voltai leggermente il capo per guardare fuori dalla finestra le …

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Costa Rica Da Proteggere

di Mark Perna

Il Costa Rica sorprende per la grande attenzione dedicata alla salvaguardia della natura, in questo paese dell’America Centrale esiste infatti il miglior sistema di parchi e riserve di tutta la parte latina del continente. In ben 29 aree protette, viene salvaguardato più del 10% dell’intero territorio nazionale il che equivale a dire: 10.000 specie di piante superiori, 208 di mammiferi, 850 di uccelli, 220 di rettili, 132 di anfibi, e un numero incalcolabile di invertebrati. Questo notevole affollamento di specie faunistiche e di flora sono dovute alla grande varietà di habitat naturali che presenta il Costa Rica. In questo piccolo paese esistono la foresta tropicale pluviale e quella secca, mangrovie costiere, paludi, foreste ad alta quota, savane e barriere coralline, garantendo così quella varietà di climi, morfologie e condizioni ecologiche tali da rendere il Costa Rica una meta ambita dai naturisti di tutto il mondo. In Costa Rica si passa dalle spiagge affollate da lente e meticolose tartarughe alle paludi dove nidificano nitticore, ibis, aironi, pellicani e sule, dalle foreste di pianure regno di giaguari, armadilli e scimmie urlatrici alle montagne inverdite da una vegetazione tropicale eccezionale e abitate dal coloratissimo quetzal, l’uccello che esprimeva per il popolo Atzeco l’esistenza di una entità superiore.

Per entrare nel vivo della natura, per poter affermare di averla vissuta realmente, il Dipartimento Ambiente del CTS (Centro Turistico Giovanile e Studentesco), sta da qualche anno sperimentando con successo alcune iniziative di recupero e salvaguardia dell’ecosistema utilizzando l’entusiasmo di volontari che mettono al servizio della natura il loro tempo libero e la loro voglia di fare. Tra le mete proposte dal CTS c’è anche il Costa Rica, scelta per la salvaguardia della tartaruga marina durante le famose arribadas . Per ricevere maggiori informazioni su questo ed altri campi, potete contattate direttamente una …

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Messico Al Caldo: Le Spiagge Migliori

di Mark Perna

Arriva l’estate e la voglia di farsi accarezzare dal caldo tepore del sole che scurisce la pelle, diventa un sogno che vuole diventare realtà. Tra mille località sparse in giro per il mondo, il Messico certamente riveste una posizione di rilievo, non solo per le bellezze naturali del suo territorio ma anche per quell’atmosfera tipicamente latina che ben si adatta allo spirito vacanziero.

Le spiagge messicane, oltre 9.600 Km, non hanno nulla da invidiare ai paradisi caraibici o dell’oceano indiano, anzi la grande varietà di paesaggi che offre questo paese dell’America centrale consente di trovare la località che fa per voi. Il colore bianchissimo della sabbia contrastato dall’acqua turchese del Mar dei Caraibi rende appetibili le spiagge della costa orientale almeno quanto le insenature esclusive della costa pacifica. Qualsiasi spiaggia ha una sua propria identità, un carattere tipico che offre qualcosa di diverso e irripetibile. Tuttavia il denominatore comune di queste località sono il mare e il divertimento assicurato, in un contesto turistico all’avanguardia con alberghi sontuosi, ristoranti dall’ottima cucina locale, strutture sportive eccellenti e una varietà incredibile di locali notturni che non tradiranno neanche le più eccentriche aspettative.

Se siete alla ricerca di una vacanza che duri tutto il giorno, fino alle primi luci dell’alba, il Messico e le sue spiagge fanno proprio al caso vostro.

Tra le località che abbiamo scelto per voi ci sono le famose Cancun, Acapulco, Puerto Vallarta e Puerto Escondido, ma anche La Paz, Cozumel, Huatulco, Ixtapa, Loreto, Los Cabos, Manzanillo e Manzatlan.

Acapulco: iniziamo da quella che è forse la località balneare più celebre del Messico, un incanto sospeso tra il giorno e la notte, tra la luce calda del sole e il divertimento sfrenato delle ore oltre l’imbrunire. Da quando le navi della corona spagnola attraccavano nel porto cariche …

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I Vinicitori Del Xxi Festival Internazionale Del Film Turistico

La giuria internazionale, presieduta dal regista polacco Krzysztof Zanussi si è così espressa:

Film vincitore della XXI edizione del Festival Internazionale del Film Turistico:

“Tesori di Thailandia”, diretto dal regista milanese Emilio Uberti per conto della società Take One, su commissione dell’Ente del Turismo Thailandese. Il film è risultato un’ottima interpretazione dello spirito, della cultura e delle bellezze di una nazione tanto lontana da noi, quanto affascinate. In ventidue minuti di poesia, le immagini hanno rappresentato lo scenario di un paese arricchito dai colori delle tradizioni e da una natura da visitare in bicicletta, a piedi o perfino in elefante. Il messaggio è perfettamente arrivato e agli elogi ricevuti aggiungiamo anche il nostro.

Premio per la migliore fotografia:

“Svalbard – Artic Season” e i suoi registi norvegesi, Hans Kr. Bukholm e Carl E. Johannessen si sono meritati questo premio per il loro splendido documentario sull’arcipelago norvegese delle Svalbard una terra remota a mille chilometri dal paese scandinavo. Il film è stato girato in 70 millimetri e la qualità si è vista.

Migliore film, sezione Turismo Sportivo:

“Infinito Sud”, diretto e prodotto da Ermanno Salvaterra. Nel cuore della Paragonia, l’alpinista trentino ha voluto raccontare la folle impresa di scalare la parete sud del temibile Cerro Torre, montagna resa famosa con la pellicola di Werner Herzog dal titolo “Grido di pietra”. L’impresa è riuscita insieme al film.

Miglior film, sezione Turismo Promozionale:

“Wonders Never Cease” di Nelcong Ng, prodotto dall’Hong Kong Tourist Association. In una splendida cartolina di 3’45”, il regista è riuscito a sintetizzare i pregi di questa colonia britannica che nel luglio del 1997 tornerà sotto la sovranità cinese.

Miglior film, sezione Turismo Culturale:

“Cyber Roma” di Gigi Oliviero. Spettacolare ricostruzione della Roma imperiale del II secolo dopo Cristo, una sorta di viaggio virtuale a ritroso nel tempo che grazie …

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