Maine: Un Mare Di Crostacei Da Assaporare Al Festival Dell’aragosta

Maine: un ‘mare’ di crostacei da assaporare al Festival dell’aragosta

Stati Uniti 27 luglio – Fritte, bollite, in salsa o alla griglia, l’importante è che siano “lobster” ovvero aragoste. Così, dal 1 al 5 agosto la cittadina di Rockland, 100 chilometri ad est di Portland, nel Maine, si prepara a cucinare più di otto tonnellate di deliziosi crostacei, in occasione del Maine Lobster Festival, l’evento gastronomico più importante dell’estate americana. Protagoniste indiscusse della manifestazione, ovviamente le aragoste che insieme a calamari, gamberetti, astici, cozze e molluschi, saranno i principali ingredienti di ogni portata, dalla colazione al dolce.

Ogni giorno, a partire dalle 11 del mattino, Harbor Park, cuore di Rockland (vuoi andarci anche tu?) si trasformerà in un grande ristorante sul mare, dove con soli 5 dollari si potrà mangiare pesce a volontà e partecipare alle numerose e divertenti iniziative organizzate in onore della regina dei crostacei.

Mercatini delle pulci, parchi di divertimento, concerti, gare di corsa e spettacoli pirotecnici sul mare, intratterranno i visitatori tra un’assaggio e l’altro, in attesa dei due momenti clou della manifestazione: la grande parata e la gara di gabbie d’aragosta. Sabato mattina, strade e piazze si animano al passaggio di un grande corteo: su carri addobbati con ghirlande di fiori a forma di aragosta, la dea del mare, eletta ogni anno il primo giorno di festa, accompagnata dal re Nettuno, cavallucci marini e sirenette, sfila fino al porto dove è pronta un’enorme tavolata. Una volta recuperate le forze dopo le “fatiche” della tavola, ai più abili non resta che cimentarsi nella crate race, la corsa sulle gabbie di aragoste. A vincere sarà colui che riuscirà a saltarne di più senza mai cadere nelle acque della baia. Ma attenzione… battere il record dello scorso anno non sarà facile: si dovranno “sorvolare” più di 2000 gabbie. …

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Magazine: Ecuador: L’altra Metà Del Mondo

Ecuador: l’altra metà del mondo

Mark Perna

Un paese sorprendente l’Ecuador, un piccolo stato dell’America Latina con eccezionale varietà etnica, geografica e culturale. La ricchezza del suo territorio, la presenza di diverse aree climatiche, una vegetazione che va dalla giungla subtropicale alle vette andine, dalla costa del Pacifico, alle colline della zona centrale, rendono l’Ecuador una meta turistica dalle grandi potenzialità.

Nei meandri della nazione, tra i colori amazzonici e insulari, i rilievi andini e le spiagge costiere, una straordinaria popolazione si fonde in incredibili incroci e tradizioni. Tantissimi sono infatti i gruppi etnici che abitano i ristretti spazi dell’Ecuador, come gli Otavalo, i Salasacas e i Saraguros che risiedono prevalentemente nella zona montuosa, o i curiosi Chachis e i Tsachilas della zona costiera, o anche i Shuar, gli Achuar o i Secoyas, solo per citare alcune delle popolazioni che si trovano nell’Amazzonia.

Una popolazione così variegata è forse la risposta più adeguata ad un territorio che in quanto a diversità nulla ha da invidiare a nazioni più estese. Per la sua flora e fauna infatti, l’Ecuador è probabilmente il paese biologicamente più vario del mondo. In un’area che copre appena lo 0,2 della superficie della terra si possono incontrare ecosistemi talmente distanti l’uno dall’altro che il turista può osservare l’incanto delle foreste pluviali e i vulcani ricoperti da neve, paramos montagnosi e selve di mangrovie, litorali arricchiti da correnti d’acqua fredda e calda e laghi glaciali dai magici riflessi. La natura sembra aver privilegiato l’Ecuador come habitat delle sue creature, non a caso in questo paese si trovano ben 25.000 specie di piante, più di quante non ce ne siano in tutto il Nord America (17.000), oltre a 3.800 specie di vertebrati, 1.550 specie di di uccelli, 320 sepecie di mammiferi, 350 specie di rettili, 375 di anfibi, 800 …

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Jet Lag. No Grazie!

Mark Perna

Il desiderio di viaggiare, di andare lontano, di scoprire e capire nuove culture, altre terre, è un sentimento insito nell’uomo fin da tempi remoti. Ognuno di noi, se potesse partirebbe per una avventura emozionante anche se per raggiungere la meta desiderata bisogna fare molte ore di viaggio. Certo con l’avvento dell’aviazione civile, i viaggi non sono certo lunghi come una volta, quando solo pochi temerari erano disposti ad affrontare le insidie del viaggio per giorni, mesi o addirittura anni. Adesso sembra quasi assurdo che per raggiungere gli Stati Uniti, al tempo di Colombo, fossero necessarie intere settimane di dura e faticosa navigazione, oggi con poco più di sette ore si può arrivare a New York comodamente seduti nella poltrona di un confortevole e modernissimo aereo. Questa comodità è il risultato di un progresso tecnologico sempre più avanzato e strabiliante che ha reso gli spostamenti da un continente all’altro un’attività consueta dell’uomo moderno. I disagi e le rinunce che dovevano sopportare i viaggiatori avventurieri di un tempo non hanno nulla a che vedere con quei piccoli disturbi che possono insorgere durante i viaggi a lungo tratto, specialmente quando i fusi orari dalla città di partenza a quella d’arrivo sono particolarmente rilevanti. Comunemente questi sintomi vengono riassunti nella parola inglese jet lag , che potremmo tradurre come sindrome del viaggiatore . Si tratta di una serie di fastidiosi ma passeggeri disturbi, legati alla differenza di fuso orario che costringe il nostro organismo a modificare le nostre abitudini quotidiane, dai ritmi di sonno-sveglia all’alimentazione. La diversità d’orario modifica quindi i nostri bioritmi che prima erano regolati sull’orologio della nostra città e che adesso vengono completamente cambiati: si dorme quando prima mangiavamo, ci si alza quando prima eravamo nel modo dei sogni. I fastidi più consueti sono dovuti ad una sensazione di …

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Viaggiare Senza Rischi

Mark Perna

La vacanza è ormai riconosciuta come un bisogno indispensabile dell’uomo, una esigenza inderogabile che almeno una volta all’anno dispensa un meritato riposo e un momento di pausa dagli impegni quotidiani. Spesso a causa di una cattiva gestione delle risorse temporali e una incapacità di desincronizzare l’organizzazione del lavoro, la vacanza è generalmente lo scenario tipico dell’agosto afoso e affollato. Quando milioni di persone si muovono contemporaneamente verso mete comuni il rischio di trovarsi in situazioni di disagio si moltiplica in maniera esponenziale. La possibilità di ridurre l’unico momento di svago dell’anno in un incubo dai tratti drammatici non è affatto un ipotesi remota. Così le segnalazioni giunte lo scorso anno nelle venti sezioni del Movimento Consumatori sono state ben 16.000, oltre il 7% in più rispetto ai dati raccolti in precedenza. Questa indicazione consente facilmente di ipotizzare quale sia la portata dei problemi che affliggono il popolo dei vacanzieri, un esercito di persone stanche di subire soprusi e abusi da parte di albergatori sciacalli e strutture turistiche pirata. Il dato tuttavia più interessante che è emerso nella passata stagione turistica e che sembra essere confermato in crescita secondo le indicazioni di questi primi mesi dell’anno, è l’aumento di una coscienza critica ed informata da parte dei turisti. Infatti, più di un terzo dei contatti pervenuti al Movimento Consumatori era volto a ricevere informazioni preventive sugli operatori turistici. Il desiderio di tutelarsi dalle sorprese indesiderate sembra essere un elemento caratterizzante di un nuovo modo di porsi nei confronti di chi fornisce un servizio turistico. I segnali di questa coscienza all’autodifesa sempre più estesa e matura tuttavia non sono un deterrente, almeno per adesso, alle violazioni che ogni anno si verificano durante le vacanze. I dati forniti sempre dal Movimento Consumatori indicano con chiarezza che il maggior numero di proteste, …

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Un Arcipelago Sulla Luna

Benedetta Corneo

Isole che sembrano nascere dal mare in un giorno di foschia, rocce che salgono verso il cielo, acqua che brilla al sole e sorride alla luna: tutto questo è l’arcipelago della Croazia.

Di fronte a Rjeka si trova Cres, l’isola più grande dell’arcipelago (circa 80 km di lunghezza), raggiungibile mediante un traghetto che mette in comunicazione Brestova (a metà strada fra Rjekqa e Pula) e Porozina (punto di sbarco a nord dell’isola).

Come prima tappa vi consiglio di visitare Beli Caisole, un piccolo gruppo di case che si aggrappano alla roccia per poi specchiarsi nel mare. Più a sud si trova la cittadina di Cres, che, con il suo grazioso porto e la sua lunga passeggiata verso il faro, è un luogo vivace ed animato nelle calde sere croate. Sempre nel golfo di Cres sorge Valun, piccolo villaggio di pescatori, incantevole per il porticciolo stretto fra vecchie case colorate “alla ligure”. Altra località da non perdere è Lubenice, arroccata sulla montagna e sottoposta alla furia del vento; i suoi abitanti sono per lo più pastori ed alcuni di essi vendono ai turisti pelli di pecora acconciate.

A sud, Cres si unisce tramite un vecchio ponte all’isola di Losinj, famosa per le sue tradizioni marinare e per la cittadina di Mali Losinj che, per le sue variopinte abitazioni, ha quasi l’aspetto di una città nordica. Qui potrete prendere un traghetto che in 7 ore vi porterà a Zara, città storica, ma purtroppo molto danneggiata dalla recente guerra.

Ad una quarantina di km da Zara è situata l’isola di Pag, particolare per il candido colore delle sue rocce che affiorano mare turchino. Scendendo verso Spalato, potrete ammirare di lontano l’incantato arcipelago delle Kornati, spesso paragonate alle montagne della luna per il loro aspetto semidesertico e misterioso. E’ possibile visitarle solo …

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Las Vegas

di Mark Perna

La notte ci avrebbe portato consiglio, almeno questo è quello che speravo dopo che i miei due compagni di avventura avevano deciso di intraprendere un lungo viaggio verso la mecca del gioco e del peccato: Las Vegas.

Eravamo approdati a Los Angeles con la scusa di imparare la lingua inglese ma, si sa come vanno queste cose, le intenzioni erano ben altre…. Per l’occasione ci eravamo posizionati in un grazioso appartamento di un residence sulla Sepulveda Boulevard, con l’accordo che qualora qualcuno di noi avesse avuto l’esigenza di avere l’esclusiva dell’ “umile” dimora, gli altri compagni sarebbero dovuti sparire senza commento alcuno.

La nostra trasferta in terra americana era iniziata bene, con il sequestro dei 50 chili di pasta e dei sei barattoli di pelati che ci eravamo portati dall’Italia prevedendo le infauste digestioni di quelle poltiglie di ciccia che in USA spacciano per hamburger. Malgrado l’iniziale e plausibile delusione, la felicità per essere approdati nel paese degli eccessi e dei miti on-the-road, era talmente grande che presto anche i nostri palati si sarebbero abituati alla cucina gonfiata di questi americani paciarotti (per non dire obesi!).

L’esperienza nella terra delle Stelle e delle Strisce ci aveva già regalato alcune chicche che poi sarebbero ovviamente state ingigantite al nostro rientro in Italia. Così dal fatto di aver visto per strada il mitico Silvester Stallone (Sly per gli amici), al fatto che ci avevamo mangiato gomito a gomito il passo è stato davvero breve, o che l’affascinate Demi Moore, assolutamente irraggiungibile, ci avesse concesso un ballo al Tatù (noto locale di Beverly Hills), per il solo motivo che anche lei era lì per divertirsi, era un modo come un altro per raccontare l’accaduto in modo preciso e puntiglioso.

Ma la sete di avventura e di qualcos’altro…aveva spinto il Glauco …

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Amorgos

di Roberta Maldifassi

: “Benvenuti a Katapola”. Questa scritta che, a caratteri cubitali, accoglie i visitatori in ingresso nel porto di Amorgos, ci sembra l’ennesimo scherno alle nostre velleità di turisti fai da te.

Abbiamo alle spalle un viaggio estenuante. Sveglia alle 6 per giungere entro le 9 al porto di Paros e imbarcarci sull’aliscafo Paros-Amorgos-Santorini. Al porto di Paros abbiamo la prima rivelazione della giornata: non solo in algebra, ma anche in navigazione vige la regola per cui, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. E così la rotta si trasforma in un drammatico Paros-Santorini-Amorgos, un giro dell’oca nell’Egeo che, in 6 ore, ci riporta poco lontano dal punto di partenza. Dovevamo essere ad Amorgos alle 11. Ci arriviamo alle 18, calcolando le tre ore di ritardo con cui l’aliscafo è giunto a Paros.

Sbarcati finalmente a Katapola, porto di Amorgos, dribbliamo la schiera di affittacamere in attesa e ci dirigiamo con passo deciso verso un fantomatico autonoleggio che, come ci hanno assicurato a Paros, sta proprio alle spalle del porto. La nostra idea è quella di noleggiare subito una macchina, spostarci a sud dell’isola e qui trovare un alloggio. Ma, alle spalle del porto, ci aspetta la seconda rivelazione della giornata: ad Amorgos non esistono macchine da affittare e, a quanto pare, non esistono proprio macchine. Sono le 7 di sera; non mangiamo da 24 ore e non sappiamo come spostarci dal porto.

Corriamo indietro all’approdo delle navi per cercare di intercettare qualcuno di quegli affittacamere che, nel frattempo, si sono dispersi. Riusciamo comunque a bloccarne uno che ci conduce nella sua pensione: ci gettiamo sul letto sperando che il riposo ci faccia venire un’idea su come allontanarci di lì.

Non è così. Decidiamo quindi, come estrema risorsa, di andare a mangiare qualcosa: a stomaco pieno, si …

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Akropolis

«Così va bene?».

La voce candidata della modella riecheggiava nella stanza piena solo di tele colorate. Stavo cercando una posa insolita per un quadro che non avevo voglia di dipingere. Non riuscivo a darmi pace per l’estro che pareva essersi volatilizzato nelle fredde giornate di febbraio. Rovistavo con gli occhi i quadri già dipinti alla ricerca di una idea da concretizzare, ma questo sforzo era del tutto inutile, qualcosa si era spento in me.

Questo periodo di buio durava ormai da lungo tempo, da troppo tempo! Mi sentivo opaco, appiattito dalla consuetudine dei giorni che passano senza lasciare traccia. Percepivo lo scoramento di un uomo adagiato nel benessere delle cose e perso nell’assenza di quello slancio vitale che dovrebbe sempre alimentare le ore liete dell’esistenza. Ma ogni tentativo di uscire fuori da quel sepolcro di silenzio si infrangeva sugli scogli della spossatezza. Mi sentivo stanco nel fisico e nella mente, stanco di vivere lontano dalla gioia dei sensi e dal tumultuoso agitarsi della passione.

Non era solo la crisi di un artista, ma la fine di un uomo trascinato nel baratro sempre più profondo dell’infelicità.

Cercavo quella maledetta ispirazione davanti ad una creatura così dolce e perfetta nelle proporzioni del corpo. Ma la sua nudità non mi colpiva, la sua bellezza non mi faceva sussultare. La modella era lì, seduta davanti a me, disponibile a cambiare posa, a farsi guidare dai miei suggerimenti, a farsi toccare dalle mie mani che non cercavano il contatto. Tutto questo placido assenso avrebbe smosso qualsiasi uomo virile eppure a me creava l’effetto opposto. Odiavo la donna che mi era di fronte e forse odiavo tutte le donne di questo mondo.

La tela bianca rispecchiava il mio stato d’animo: lei era vuota, io ero vuoto!

Voltai leggermente il capo per guardare fuori dalla finestra le …

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Costa Rica Da Proteggere

di Mark Perna

Il Costa Rica sorprende per la grande attenzione dedicata alla salvaguardia della natura, in questo paese dell’America Centrale esiste infatti il miglior sistema di parchi e riserve di tutta la parte latina del continente. In ben 29 aree protette, viene salvaguardato più del 10% dell’intero territorio nazionale il che equivale a dire: 10.000 specie di piante superiori, 208 di mammiferi, 850 di uccelli, 220 di rettili, 132 di anfibi, e un numero incalcolabile di invertebrati. Questo notevole affollamento di specie faunistiche e di flora sono dovute alla grande varietà di habitat naturali che presenta il Costa Rica. In questo piccolo paese esistono la foresta tropicale pluviale e quella secca, mangrovie costiere, paludi, foreste ad alta quota, savane e barriere coralline, garantendo così quella varietà di climi, morfologie e condizioni ecologiche tali da rendere il Costa Rica una meta ambita dai naturisti di tutto il mondo. In Costa Rica si passa dalle spiagge affollate da lente e meticolose tartarughe alle paludi dove nidificano nitticore, ibis, aironi, pellicani e sule, dalle foreste di pianure regno di giaguari, armadilli e scimmie urlatrici alle montagne inverdite da una vegetazione tropicale eccezionale e abitate dal coloratissimo quetzal, l’uccello che esprimeva per il popolo Atzeco l’esistenza di una entità superiore.

Per entrare nel vivo della natura, per poter affermare di averla vissuta realmente, il Dipartimento Ambiente del CTS (Centro Turistico Giovanile e Studentesco), sta da qualche anno sperimentando con successo alcune iniziative di recupero e salvaguardia dell’ecosistema utilizzando l’entusiasmo di volontari che mettono al servizio della natura il loro tempo libero e la loro voglia di fare. Tra le mete proposte dal CTS c’è anche il Costa Rica, scelta per la salvaguardia della tartaruga marina durante le famose arribadas . Per ricevere maggiori informazioni su questo ed altri campi, potete contattate direttamente una …

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Messico Al Caldo: Le Spiagge Migliori

di Mark Perna

Arriva l’estate e la voglia di farsi accarezzare dal caldo tepore del sole che scurisce la pelle, diventa un sogno che vuole diventare realtà. Tra mille località sparse in giro per il mondo, il Messico certamente riveste una posizione di rilievo, non solo per le bellezze naturali del suo territorio ma anche per quell’atmosfera tipicamente latina che ben si adatta allo spirito vacanziero.

Le spiagge messicane, oltre 9.600 Km, non hanno nulla da invidiare ai paradisi caraibici o dell’oceano indiano, anzi la grande varietà di paesaggi che offre questo paese dell’America centrale consente di trovare la località che fa per voi. Il colore bianchissimo della sabbia contrastato dall’acqua turchese del Mar dei Caraibi rende appetibili le spiagge della costa orientale almeno quanto le insenature esclusive della costa pacifica. Qualsiasi spiaggia ha una sua propria identità, un carattere tipico che offre qualcosa di diverso e irripetibile. Tuttavia il denominatore comune di queste località sono il mare e il divertimento assicurato, in un contesto turistico all’avanguardia con alberghi sontuosi, ristoranti dall’ottima cucina locale, strutture sportive eccellenti e una varietà incredibile di locali notturni che non tradiranno neanche le più eccentriche aspettative.

Se siete alla ricerca di una vacanza che duri tutto il giorno, fino alle primi luci dell’alba, il Messico e le sue spiagge fanno proprio al caso vostro.

Tra le località che abbiamo scelto per voi ci sono le famose Cancun, Acapulco, Puerto Vallarta e Puerto Escondido, ma anche La Paz, Cozumel, Huatulco, Ixtapa, Loreto, Los Cabos, Manzanillo e Manzatlan.

Acapulco: iniziamo da quella che è forse la località balneare più celebre del Messico, un incanto sospeso tra il giorno e la notte, tra la luce calda del sole e il divertimento sfrenato delle ore oltre l’imbrunire. Da quando le navi della corona spagnola attraccavano nel porto cariche …

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I Vinicitori Del Xxi Festival Internazionale Del Film Turistico

La giuria internazionale, presieduta dal regista polacco Krzysztof Zanussi si è così espressa:

Film vincitore della XXI edizione del Festival Internazionale del Film Turistico:

“Tesori di Thailandia”, diretto dal regista milanese Emilio Uberti per conto della società Take One, su commissione dell’Ente del Turismo Thailandese. Il film è risultato un’ottima interpretazione dello spirito, della cultura e delle bellezze di una nazione tanto lontana da noi, quanto affascinate. In ventidue minuti di poesia, le immagini hanno rappresentato lo scenario di un paese arricchito dai colori delle tradizioni e da una natura da visitare in bicicletta, a piedi o perfino in elefante. Il messaggio è perfettamente arrivato e agli elogi ricevuti aggiungiamo anche il nostro.

Premio per la migliore fotografia:

“Svalbard – Artic Season” e i suoi registi norvegesi, Hans Kr. Bukholm e Carl E. Johannessen si sono meritati questo premio per il loro splendido documentario sull’arcipelago norvegese delle Svalbard una terra remota a mille chilometri dal paese scandinavo. Il film è stato girato in 70 millimetri e la qualità si è vista.

Migliore film, sezione Turismo Sportivo:

“Infinito Sud”, diretto e prodotto da Ermanno Salvaterra. Nel cuore della Paragonia, l’alpinista trentino ha voluto raccontare la folle impresa di scalare la parete sud del temibile Cerro Torre, montagna resa famosa con la pellicola di Werner Herzog dal titolo “Grido di pietra”. L’impresa è riuscita insieme al film.

Miglior film, sezione Turismo Promozionale:

“Wonders Never Cease” di Nelcong Ng, prodotto dall’Hong Kong Tourist Association. In una splendida cartolina di 3’45”, il regista è riuscito a sintetizzare i pregi di questa colonia britannica che nel luglio del 1997 tornerà sotto la sovranità cinese.

Miglior film, sezione Turismo Culturale:

“Cyber Roma” di Gigi Oliviero. Spettacolare ricostruzione della Roma imperiale del II secolo dopo Cristo, una sorta di viaggio virtuale a ritroso nel tempo che grazie …

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