Anime Espressive. L’espressionismo Tedesco In Mostra A Palazzo Grassi

Benedetta Corneo

La magia di Monaco coperta di neve e tutto ad un tratto quella tempesta di colori nella Neue Pinakotheken: percepire quel meraviglioso contrasto è senz’altro un’esperienza indimenticabile e non è possibile viverla all’interno di una mostra. Dovendo rinunciare al contesto, è comunque possibile ammirare quelle opere, così vitali e luminose, recandosi a Venezia a visitare l’esposizione “Espressionismo tedesco: arte e società 1909-1923”, che si svolge a palazzo Grassi dal 7 settembre all’11gennaio.

Breve storia dell’Espressionismo tedesco L’Espressionismo prende spunto da Van Gogh e Gaugain per dar vita ad una pittura che rifletta la realtà interiore, distorcendo quella esterna.

Nel 1905 nasce a Dresda la rivista “Die Brucke”, i cui componenti, in aperta polemica con l’impressionismo, intendevano vivere l’arte non più come descrittori di paesaggi en plen air, ma come interpreti delle angosce di un uomo in continuo contrasto con l’era moderna. Kirchner e gli altri del gruppo volevano esprimere nelle loro immagini sensazioni, dubbi e speranze, proprio come Munch, che nel suo capolavoro “L’urlo”, aveva dato un volto all’emozione dell’angoscia.

Negli anni successivi continua questa sorta di indagine psicologica con l’opera di Auguste Macke e Franz Marc, il cui tentativo era quello di riscoprire una spiritualità pura, ispirandosi all’arte dei bambini e dei primitivi e a tutto ciò che non era vincolato dalla razionalità e dall’intellettualismo. E’ questo il cosiddetto primitivismo: le loro opere prendono spunto dalla cultura di quei popoli, che all’apparenza sono retrogradi, ma che in realtà hanno in se stessi un autenticità che non esiste più nell’età moderna.

Il percorso degli espressionisti, arricchito da estrose personalità fra le quali Kokoshka, viene bruscamente influenzato dall’avvento della Prima guerra mondiale. Molti artisti, fra i quali Otto Dix, George Grosz e gli appartenenti al movimento “Nuova Oggettività”, esprimono il disgusto e lo sconforto davanti all’orrore della guerra. I quadri diventano denuncia di una società degradata: volti mostruosi, scene concitate, caricature di un modo fatto di violenza e falsità.

Perseguitata dai nazisti, la corrente espressionista sussisterà come base delle avanguardie della seconda metà del Novecento.

Guida alla mostra

La mostra di Palazzo Grassi si ripropone di analizzare le relazioni fra gli artisti e gli eventi storici, articolandosi in tre sezioni: gli anni prima della guerra, l’esperienza della guerra, la rivoluzione di Novembre e gli anni fra il 1918 e il 1924. Quelle opere così intense e comunicative guidano il visitatore in un percorso fatto di storia, ma specialmente di emozioni violente e contrastanti. La prima sala è una galleria di autoritratti dei maggiori esponenti del movimento, quasi fosse un elenco degli autori presenti nell’esposizione. Riconosciamo i volti di Otto Dix, Erich Heckel, Alexej Jawlensky, Ernst Ludwig Kirchner, Oskar Kokoschka.

Da questa sorta di spazio introduttivo si passa alla prima sezione, i cui dipinti hanno come soggetto i sogni, le delusioni e le ansie di un periodo di trasformazione e di netto cambiamento rispetto al passato: dinamiche scene di vita cittadina, strampalate figure umane, paesaggi dai colori violenti, idilliaci e primitivi paradisi perduti.

La seconda parte della mostra vuole focalizzare le reazioni umane di fronte all’orrore della guerra: paura, smarrimento, caduta dei valori. Tutto ciò rappresentato in immagini di un mondo in frantumi: edifici cadenti, uomini contorti, linee fluenti e spezzate.

La sezione finale è invece dedicata agli artisti che inneggiarono alla rivoluzione, a coloro che sperarono in un nuovo mondo ma che non trovarono altro se non le vecchie delusioni.

Dato che gli artisti dell’Espressionismo tedesco non si dedicarono unicamente alla pittura, nella mostra sono esposti anche disegni, manifesti, sculture, progetti di esposizioni e lavori letterari. Vi sono inoltre degli spazi nel quale il visitatore potrà ascoltare la musica creata da quegli stessi esponenti del movimento e vedere esempi di film espressionisti.

Usciti da Palazzo Grassi ci si ritrova nell’incanto di Venezia e passeggiando nelle quieti calli colorati di autunno, sembra che le sensazioni suscitate da quei quadri prorompenti si stemperino nella dolce atmosfera lagunare. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle 19, tranne il 24, 25, 31 dicembre ed il 1° gennaio. Il costo del biglietto di ingresso è di L. 13.000. In loco è possibile noleggiare audioguide per la visita.

Per ogni tipo di informazione telefonare al (041)5235133 oppure al (041)5229875.