Magazine: Iran: Una Fiaba Tra Passato E Fututo

Tita Arpesani

Anticamente conosciuto come “Persia”, oggi l’Iran resta un paese di vecchissima civiltà, misterioso quanto affascinante per abitudini e costumi. Al suo arrivo il visitatore potrebbe rimanere colpito da molte cose fra le quali, per esempio, una musica cacofonica quasi incomprensibile per chi non abbia esperienza di musiche orientali, simile al suono dei sonagli appesi ai colli dei cammelli in carovana. Altrettanto incomprensibile, lungo le strade in terra battuta, sarà l’incontro fra i veicoli del ventesimo secolo e le pittoresche e lunghissime carovane che zappano il piano stradale riducendolo in condizioni pietose.

Vecchio e nuovo insomma che si incontrano e sopravvivono in un paese che, legato al passato, guarda anche al futuro con naturalezza quasi stridente. Questo è l’Iran, paese di 2.000 anni fa, regolato sul fluire delle stagioni dove al Sud si incontreranno persino tribù nomadi che, come un fiume interminabile, si riversano da un luogo all’altro e ci riportano alla mente emigrazioni di tempi molto lontani. Questo è il paese del sole, delle fiabe ma paradossalmente anche del petrolio.

E’ il paese che vive fra realtà e sogno, il paese dell’immortale tradizione araba nelle pagine incantate di “Le mille e una notte”. Volendo guardare però più da vicino questo splendido paese, la cosa che forse colpisce di più è la forte tradizione. La popolazione, di maggioranza musulmana, si lascia guidare nella vita da riti e usanze immancabili, soprattutto nel sud del paese. La prima cerimonia è legata proprio alla nascita. Dopo il parto, la madre viene fasciata con bende spalmate in una miscela di burro e spezie mentre il bimbo viene avvolto in un panno bianco e collocato sopra un vaso normalmente usato per cuocere i cibi. Sette giorni dopo, quando il riso contenuto nel vaso sarà stato distribuito ai mendicanti, il bimbo sarà posto in una culla appesa al soffitto con corde e solo allora potrà ricevere il nome.

Altra usanza molto interessante, sempre nel sud dell’Iran, è legata alla preparazione del matrimonio. Il ragazzo, considerato adulto già all’età di 14 anni, comincia a mettere da parte i soldi per le spese matrimoniali. Quindi sceglie la fanciulla predestinata che, se acconsente, riceve come dono una veste, un anello e un paio di scarpe. Il giorno delle nozze quindi, la sposa verrà accompagnata a cavallo fra urla e grida della folla nella casa dello sposo. Qui gli verranno lavati i piedi in acqua profumata ed i loro alluci verranno legati in segno di buon augurio. Queste sono fra le usanze più particolare di un popolo sospeso tra passato e presente. E sempre nelle terre del sud interi gruppi vivono ancora senza una patria e una terra fissa. Sono le tribù dei Curdi, dei Kaskai divise in clan e sotto-tribù. Ancora oggi vogliono e possono vivere in assoluta libertà, in tende nere di pelle di capra. Qui il tempo ha perso ogni riferimento preciso e la vita è centrata sui fatti naturali, sulle migrazioni periodiche. In queste tende nere è possibile trovare cose preziosissime come tappeti o porcellane cinesi.

Invece, se giungendo in questo paese, farete la classica visita guidata, verrete portati, quasi certamente, sulle rive del Mar Caspio. Questo è un mondo a parte che poco assomiglia al resto dell’Iran. E’ una zona non di altipiani ma di vallate fertili a cui si alternano pianure deserte e montagne scoscese. Qui in inverno i pescatori si imbarcano per la pesca allo storione e la zona del Caspio ne è piena. Proprio le uova di questo pesce, messe sotto sale e conservate nel ghiaccio, formano il famoso “caviale” che tanto viene esportato e che tanto arricchisce, insieme al petrolio, questo paese. Ma sopra ogni cosa, ciò che lega maggiormente qui la popolazione è il fervore religioso. I musulmani che in Iran rappresentano la maggioranza della popolazione, vietano rigorosamente l’entrata alle moschee ai non musulmani. Se un visitatore europeo volesse entrarvi, dovrebbe chiedere l’autorizzazione concessa tuttavia non molto spesso. La maggioranza dei musulmani iraniani sono sciiti, cioè vollero alla morte di Maometto un successore ereditario. E poco alla volta accadde che il culto di Maometto si spostò sul suo successore Ali’; per gli sciiti divenne quasi più importante la città di Au-Najaf in Iraq, luogo di sepoltura di quest’ultimo, che non La Mecca. E’ interessante poi notare, a proposito di questo paese, che fra importanti generi artistici qui molto sviluppati, dalla letteratura alla poesia alla musica, un minimo spazio è dedicato al teatro, scarsamente rappresentato.

Arrivato nel diciannovesimo secolo, il teatro “colto” è esclusivamente una imitazione europea, mentre più interessanti sono alcune rappresentazioni popolari di origine religiosa. La musica è invece considerata un arte molto importante, sia da un punto di vista religioso che filosofico. Da sempre ha una parte fondamentale nella vita sociale, culturale e religiosa. Alcuni fra i più importanti cantanti e musicisti del mondo islamico sono di origine Persiana. Lo strumento più usato è il “Tar”, una specie di chitarra con la cassa di risonanza coperta di pelle d’agnello e con cinque corde. Per quanto riguarda infine la letteratura si è passati dal periodo pre-islamico, con una produzione piuttosto rigida di contenuti e di forma, al periodo islamico con una letteratura che ha dato al mondo opere di notevole valore.

Tra le città, è interessante soffermarsi sulla capitale Teheran, tipicamente asiatica. La folla indolente che ne riempie le strade, la somma di lingue, razze contrastanti, documentano un innesto continuo di storie e destino. Le case sono concepite con un criterio tipicamente asiatico, attrezzate a combattere il sole mentre un braciere al centro della stanza difende dal freddo invernale.

Il “Bazar” è l’immenso quartiere dove il visitatore trova le voci e i colori tipici di Teheran. Fra i vestiti all’europea, la grande moschea qui situata ci riporta subito all’atmosfera religiosa dell’Islam. Le vie di Teheran sono per la maggior parte asfaltate e larghe, ma con marciapiedi insidiosi e dai sassi sconnessi. E fra questa fiumana di gente le donne, vestite in modo occidentale, sono forse l’elemento rivelatore del nuovo e dell’anacronistico che in questo Stato sono sempre l’uno di fronte all’altro. La suggestione comunque dell’Iran attraversa una storia senza tempo, non lontana dalla poesia delle vecchie fiabe. Chiunque entrerà in contatto con questo paese porterà nel cuore immagini, colori, suoni che resteranno nella sua anima.

Data di pubblicazione: 02/06/97

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