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Shanghai è una delle tre municipalità controllate direttamente dal Governo centrale, come Pechino e Tianjin e gode pertanto di grande autonomia. Sorge a metà delle coste oceaniche cinesi, non distante dalla foce del fiume Yangzi, la sua estensione e la sua popolazione sono a dir poco impressionanti: 375 kmq per 14 milioni di abitanti! La più popolosa città al mondo dopo Città del Messico e Tokyo. E pensare che lo sviluppo di Shanghai è cosa recente rispetto al millenario passato del resto della Cina. Sino all’XI secolo si trattava di un villaggio di pescatori, il vero sviluppo economico e demografico sopraggiunse dopo il 1840 quando, in seguito alla Guerra dell’Oppio, Shanghai fu aperta alle concessioni straniere. Vi si installarono Inglesi, Francesi, Americani e Giapponesi che circoscrissero la “città cinese” mantenendola povera e sfruttandone la popolazione, ed al contempo edificarono quartieri residenziali con ampi giardini per sé, oltre a banche, palazzi e consolati. Si continuò così fino al 1925 quando i Cinesi presero coscienza della situazione ed iniziarono ribellioni e scioperi. I Giapponesi occuparono la città durante il Secondo conflitto mondiale fino all’arrivo dell’Armata Rossa con conseguente cacciata degli stranieri. La crescita conseguente alla riorganizzazione interna ha fatto di Shanghai “il fiore all’occhiello della Cina” dal punto di vista economico e culturale: le industrie sono moltissime, il porto è uno dei più attivi del mondo e conta 73 fra università e istituti superiori. Anche la città ha cambiato volto estetico, talvolta con qualche forzatura architettonica di estrema modernità. Il vecchio nucleo cittadino corrisponde alla “Città Cinese” dell’epoca delle concessioni, all’interno delle mura Ming purtroppo distrutte. Vi si trovano l’ex Tempio degli Dei Cittadini, trasformato in mercato dove gli spaghetti si tirano a mano, i ravioli cotti al vapore e tanti negozietti offrono minuterie; il Padiglione del tè, antica struttura in legno a due piani coperta da tetti ad angoli curvi, costruito su una piattaforma accanto ad un laghetto collegato alla strada da “ponti a nove angoli”, e poi il Giardino Yuyuan, uno dei più belli della Cina. Nel giardino ci sono ricostruzioni di paesaggi con colline artificiali, vialetti, sentieri nel verde, laghi, torrenti, gallerie e strutture lignee come il Palazzo delle Tre Spighe, il Palazzo Sui Tang e quello per Osservare Tranquillamente i Monti e i Ruscelli. Al di fuori del vecchio centro alcuni templi: la Pagoda e il Tempio Longhua, di epoca Song, e soprattutto il Tempio del Buddha di Giada. E’ di colore giallo zafferano, è stato eretto nel 1918 per conservare due statue di giada portate dalla Birmania: una di queste rappresenta Sakyamuni nell’atto di toccare la terra, è alta 1,90 m, è stata costruita in giada birmana grasso di montone, tempestata di gemme preziose. Tutta la Sala del Buddha di Giada è un capolavoro: è in splendida ebanistica e ci sono due librerie con saggi e volumi antichissimi. A Shanghai vi è anche un Museo splendido, riaperto nella nuova sede nel 1995, dove conviene andare se si ha l’opportunità di visitarne uno che rappresenti un po’ tutta la Cina del passato: raccoglie bronzi di varie epoche, armi, vasi cerimoniali, ceramiche e porcellane che coprono tutto l’arco della storia cinese. Tuttavia a Shanghai si va anche per fare acquisti: tessili, ricami, oggetti in lacca, avorio, giada, maglioni in cashemere, tappeti, ecc. La strada principale della città è Via Nanchino: 10 km con almeno 360 negozi dove le occasioni non mancano, ma i venditori di belle minuterie locali sono dappertutto e gli oggetti – come i prezzi – sempre interessanti. Anche la sera il divertimento è assicurato: non bisogna assolutamente perdersi il Circo acrobatico, sintesi di 2000 anni di spettacoli popolari che hanno raggiunto una raffinatezza ed una perfezione ineguagliabili, ma anche spettacoli teatrali, folcloristici, concerti al Conservatorio e dimostrazioni di arti marziali. Rimanendo per qualche giorno in questa città cosmopolita e frizzante ci si potrà rendere conto che Shanghai è “grande” in tutti i sensi.

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